La Zampogna

Strumento musicale

La Zampogna - Musica popolare

La Zampogna è un antico strumento musicale ancora in uso nell’Italia centrale e meridionale.  Nell’antichità era considerata un derivato del flauto, o siringa del dio Pan, e in latino si chiamava “utriculus“. Dal Medioevo è andata via via diversificandosi nei vari territori, ed in paesi come Scozia e Irlanda possiamo trovare la cornamusa scozzese e irlandese, a insufflazione (immissione d’aria in una cavità, un otre di pelle nel caso specifico) indiretta, in Francia la musetta francese e la piva. La zampogna ha origini antiche, è probabilmente opera degli “auloi” greci.

Ci sono due tipi diversi di zampogna: con canne di melodia di diversa lunghezza e con canne di uguale lunghezza collegate ad un otre di pelle. La sua funzione era ed è quella di scandire i momenti salienti dell’anno agricolo/pastorale. Lo strumento veniva protetto dal malocchio con vari amuleti, quali nastri, fiocchi rossi e cornetti. Il suo repertorio è costituito da tarantelle, pastorali ed accompagnamento al canto.

Zampogna a Chiave – Tarantella | Liuteria Sabatini

Come funziona una zampogna

La zampogna è un aerofono a sacco dotato di 4-5 canne che vengono inserite in un ceppo dove viene legato l’otre. Solo 2 canne sono strumento di canto mentre le altre fanno da bordone (suonano una nota fissa). Le canne terminano con delle ance che possono essere singole o doppie, tradizionalmente realizzate in canna (recentemente anche in plastica). La sacca di accumulo dell’aria(otre) è realizzata con una intera pelle di capra o di pecora (utricolo) (oggi anche da altri materiali o da una camera d’aria di gomma), nella quale il suonatore immette aria attraverso un insufflatore (cannetta o soffietto). L’aria mette in vibrazione le ance innestate sulle due canne melodiche, quella destra per la melodia, quella sinistra per l’accompagnamento, e sui bordoni detti basso e scantillo. Leggi anche: la-costruzione-zampogna.

La zampogna nelle regioni d’Italia

Le zampogne del Basso Lazio orientale, del Molise (Scapoli, Castelnuovo al Volturno e San Polo Matese), della Basilicata e della Sicilia (Siracusa, Agrigento, Trapani e Palermo) usano ance doppie, mentre nella “surdulina” tipica di Basilicata e Nord Calabria (soprattutto nei paesi di origine Arbereshe) e nella ciaramella del Catanzarese e la ciaramèddha di Reggio Calabria, Agrigento, Catania e Messina, si usano le ance semplici oppure le “cannizzole” (canne intere a sezione molto piccola).

Zampogna a Paro – Rosario Altadonna: pastorale a balletto ‘alla Sanfilippota’

La zampogna a chiave e la zampogna zoppa sono zampogne con ancia doppia, hanno 4 canne, due bordoni senza fori, uno lungo e uno corto, e due canne di melodia, la dritta e la manca. Nella suonata può essere accompagnata dalla ciaramella (che ha misure variabili da 21 a 32 centimetri). Nell’Italia meridionale l’unità di misura utilizzata per indicare la lunghezza della zampogna è il “palmo, nell’Italia centrale la misura (e quindi la tonalità) dello strumento viene indicata, in modo alquanto insolito, con il numero corrispondente alla lunghezza in centimetri del fuso della ciaramella corrispondente.

Il nome della zampogna nelle varie regioni d’Italia

In Campania viene chiamata: sampugne, zampogna, zamprogna o ciaramedda, in Basilicata: zambugnë, zambognë, nelle comunità albanesi della regione: karramunxa, qavina e tercarolla. La Surdulina calabro-lucana (Calabria e Basilicata) è una zampogna ad ancia semplice diffusa nel Pollino. Il Puglia c’è la Zampogna di Panni, in Calabria ciarameddha o ciarammeddhra o ciaramida, la Zampogna a paru  è diffusa nella Provincia di Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia.  La zampogna a chiave delle Serre è originaria dell’area delle Serre calabresi. La zampogna “a moderna” diffusa nell’area dell’Aspromonte greco. In Sicilia abbiamo la zampogna a chiave di Monreale e la Zampogna a paru siciliana.

Rosario Altadonna e la storia della zampogna sui Peloritani

Il legno della zampogna

In Basilicata la costruzione della zampogna avviene secondo metodi altamente artigianali, ed ogni laboratorio ha le sue particolari misure che generano zampogne uniche. Per costruire una zampogna a chiave viene usato legno stagionato due anni d’acero, ciliegio, bosso, ulivo, pero selvatico, cipresso, sorbo e arancio preso dal tronco dell’albero. In Calabria il legno usato maggiormente è l’Erika Arborea (bruvera) per i fusi delle canne, mentre per le campane si usano il Gelso, il melo, l’albicocco, mandorlo e vari alberi da frutto.

[fonte: wikipedia.org]