Secondo Casadei

Il padre di “Romagna Mia”

Secondo Casadei - Romagna Mia

Aurelio Casadei, detto “Secondo” (Sant’Angelo di Gatteo, 1° Aprile 1906 – Forlimpopoli, 19 Novembre 1971), è stato un musicista italiano, violinista, compositore, arrangiatore e capo orchestra. Considerato il più importante esponente del liscio romagnolo e l’autore della famosissima “Romagna mia“.

I Casadei erano una famiglia di sarti, ma Aurelio manifestò fin da piccolo una grande passione per la musica. All’età di dieci anni iniziò a prendere lezioni di solfeggio e violino da Arturo Fracassi, suo grande amico e maestro. A tredici anni s’iscrisse alla Scuola comunale di musica di Cesena, l’Istituto Arcangelo Corelli. Dopo alcuni anni di studio iniziò a suonare in un’orchestrina di musica da ballo, tra le tante attive all’epoca in Romagna.

In Romagna era divenuta popolare fin dalla fine dell’Ottocento la musica da ballo romagnola, che aveva introdotto i cosiddetti balli “strusciati” sostituendo così i balli di coppia “staccati” e quelli di gruppo, eseguiti in fila o in cerchio. Con l’inizio del nuovo secolo però, l’interesse per la musica da ballo romagnola era andato scemando, e nella riviera romagnola erano di gran voga i balli della musica popolare statunitense dell’età del jazz.

Casadei debuttò a sedici anni nell’Orchestra di Aurelio Bazzocchi, in una serata a Borella di Cesenatico. Seguirono altre esperienze e collaborazioni, tra cui spicca quella con Giuseppe Fantini e il figlio Giovanni. Fu proprio Giuseppe Fantini a presentare Casadei ad Emilio Brighi, che inserì il giovane Casadei nella propria orchestra come secondo violino.

Nel 1928, Casadei lasciò Brighi e debuttò con la sua orchestra al Dancing Rubicone di Gatteo a Mare, nella serata di avvio della stagione estiva. Fin da questa sua prima esperienza in proprio, Casadei introdusse importanti innovazioni nella strumentazione dell’orchestra, che era composta da batteria, banjo o in alternativa chitarra, clarinetto in do e sax, rivoluzionando così, anche sotto l’influenza della nuova musica americana e senza preoccuparsi del contesto d’origine, la tipica “formazione da valzer”. Con questa orchestra, Casadei incise il primo disco per la Fonit di Milano. Sul primo lato vi era “Nuvolari”, un one-step scritto dal sassofonista Primo Lucchi, e sull’altro “Gemma blu.

La grande Orchestra della Romagna – Nuvolari

L’Orchestra Casadei si fece notare per la maggiore professionalità e lo stile (musicisti sempre impeccabili nella divisa del gruppo). Oltre a suonare, scrisse numerose polche, valzer e mazurche, tra le altre, “Non ti scordar”, “Adriana”, “Balla balla”, “Tramonto”. Casadei aprì anche il filone della canzone in dialetto romagnolo: oltre alla già citata Burdèla avèra, Vandemiadòra, Un bès in bicicleta e tante altre. Negli anni Trenta compose più di 230 brani.

 Orchestra di Silvano Prati – Non ti scordar

L’invasione americana della penisola portò un grande cambiamento nei gusti del pubblico, che si fece sentire sin dai primi anni del dopoguerra. Casadei dovette fronteggiare l’irresistibile popolarità dello swing e del boogie-woogie spesso prendendosi fischi ed ingiurie dal pubblico. Sembrava che il liscio avesse i giorni contati. Fu invece la stagione del boogie che volse al termine: nel giro di pochi anni, grazie alla sua tenacia ed alla sua incrollabile fiducia nella musica romagnola (non si chiamava ancora “liscio”), il pubblico tornò alle consuete abitudini. Le orchestre da ballo ripresero quindi il loro tipico repertorio. I brani più richiesti in questo periodo erano Fiaccola, Evviva la polka, Miss 48, Atomica N. 3, La vera Torricelli, Bèli fjoli.

Atomica n° 3

Nel 1954 Casadei compose quella che nel giro di poco tempo diventò il suo più grande successo, “Romagna mia“, per l’etichetta “La Voce del Padrone”. Da allora iniziò per lui e per il liscio romagnolo una luminosa stagione ed una grande ascesa. “Romagna mia” fu fatta conoscere anche oltre Adriatico da Radio Capodistria, emittente jugoslava in lingua italiana. Negli anni Cinquanta Secondo Casadei incise circa 600 brani. Casadei fece conoscere il liscio romagnolo a tutta l’Italia: la sua orchestra eseguiva più di 365 concerti all’anno (di domenica, infatti, oltre alla sera si suonava anche il pomeriggio).

Raoul Casadei – Romagna mia

A partire dal 1960 Secondo fu affiancato dal nipote Raoul Casadei, con il quale scrisse decine di canzoni di grande successo. I brani più richiesti dall’Orchestra nei primi anni sessanta erano In bocca al lupo, Il cacciatore, Non voglio perderti, Nadèl in Rumagna.

Nel 1967 la formazione prese il nome di “Orchestra spettacolo Secondo & Raoul Casadei“. Alla fine del decennio Secondo Casadei fu invitato in Rai dal grande Vittorio Salvetti, che lo fece anche partecipare con la sua orchestra al Festivalbar. Arrivarono il successo del Valzer “Non c’è pace tra gli ulivi“, Disperata, Estasi, Mamma mia mamma, Alla Casadei, Appassiunèda e La sfida dei clarini.

Fiorenzo Tassinari – Non c’è pace tra gli ulivi 

Secondo Casadei morì nel 1971, lasciando la conduzione della sua orchestra nelle mani di Raoul, che accettò e portò avanti la storia musicale familiare. La figlia Riccarda ereditò le “Edizioni Casadei Sonora”, casa discografica dell’orchestra. Lo “Strauss di Romagna” è sepolto nel cimitero di Savignano sul Rubicone, in cui c’è una statua che lo raffigura, opera dello scultore Tito Neri.

Tomba Secondo Casadei

Secondo Casadei: Una Vita in Musica (Docufilm)

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