Magarìa

Il Santo

From the the album “MAGARìA” by IL SANTO © MONDOLIVE 2016.

Tra memoria e mito, Il Santo ci accompagna nel suo viaggio iniziatico. Rito e maschera, filosofia e arte, storia e meta-storia, si fondono in questo video girato nell’affascinante borgo abbandonato di Papaglionti, in Calabria.
La peculiarità didascalica di questa rappresentazione si dipana nella scansione di quattro fasi alchemiche, corrispondenti alle quattro strofe del brano: Nigredo ( nero ) – Albedo ( bianco ) – Citrinitas ( giallo ) -Rubedo ( rosso ). Il racconto è un percorso evolutivo, una rigenerazione spirituale che avviene attraverso il lavorio interiore, come nella officina alchemica si compie la trasmutazione dei metalli.

Nel video si svela la natura ermetica del testo di questa canzone, i cui panni dialettali sono il preciso travestimento di una narrazione simbolica, nella congiunzione fra cultura popolare e cultura alta ( di più, nascosta ), rispettando la formula sapienziale “…ciò che è in alto è come ciò che è in basso…”

Così come la citazione della tradizione folk regionale: “Abballati, abballati…” dei ritornelli, che qui diventa un’esortazione rivolta alle donne-baccanti, portatrici di una storia le cui radici ancestrali si fondono nel sacro e nel profano, ovvero nel paganesimo delle origini.
E di un ritorno alle origini si tratta per Roberto Santoro, alias il Santo che giunto al quarto album, con “ Magarìa ” finalista al Premio Andrea Parodi 2017, ritorna e riparte dal folk, che lo vide esordire, affiancato da Mauro Pagani, con il premiato “ L’elisir del passionario ”, nel 2007.

Sito Ufficiale: robertosantoro.it

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